Aranceto

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Old ruins

Photo took in Sicily, Italy

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Stefania

Black and white

White pages

And dark lines

Mixed with entities

That I can’t define

But they show in front of me

Telling me how to live

In a black page

Don’t forget to read my book “The shadow through” on Wattpad, especially if you want to read more poems!

 

Ai miei lettori italiani.

Vi andrebbe di leggere i testi di una ragazza (sempre su Wattpad) che vi giurò, scrive benissimo! Ecco il link, se siete interessati.

-Stefania

INFP problems

Here there’s a list of the things we struggle with. If you are like us, share the article!

Well, let’s start.

1)Procrastination.

I’m good at thinking about my projects and organising them but…doing what I planned? Ha ha ha

My tendency to procrastination has caused too many problems so, this summer, I’m forcing myself to get out of my bed and get things done (unbelievable eh?).

I often struggle with long term projects because I get bored and I’m really lazy so I’m forcing myself to make lists and do all the things I wrote about. When I feel bad and I don’t want to do anything, I remind myself why I’m doing this and I try to work for 5 minutes. After those 5 minutes, I just keep going on without any problem. You should try, it’s definitely worth it!

2)Getting a career.

Getting a career is overwhelming. I hate common jobs like sitting in a chair for all the day, doing the same thing all over again. The thought of it makes me extremely depressed so I just decided to choose an unconventional path. I don’t want to fit in and do what everyone else is doing, it would be the death of me.

3) We have problems to get over the past

(Look up Fi-Si loop)

We also struggle with leaving unhealthy relationships and we often get hurt so easily. We think he/she could be better, we are hopeful about it but well….you know, people don’t change.

4)We have hard times expressing our emotions.

We often choose isolation over talking and resolving our problems. We are also often scared of them so we just hide in our rooms hoping they will just disappear, somehow.

5)We are extremely stubborn.

I can argue for 2 days just to prove my point.

6) We are hard to know.

My classmates ignored my existence for one year.

7)Creativity.

We are extremely creative but we’re scared to share it with the world. I guess it’s because we are extremely sensitive to criticism.

8)High hopes

But we never get things done. My book is still waiting for me.

9)We get excited about relationships

But we become negative and unsure of what we want.

10) Perfectionism.

We are perfectionist so we often don’t give ourselves enough credit.

11) Obsession.

We can become obsessed with our bodies and also forget to take care of it (this works with pretty much everything we’re obsessed with).

12)We are too hard on ourselves.

13)According to someone, we are one of the most genuine, important people they have but we don’t see it.

14)They say we are messy.

Hey, I can find everything in that mess. It’s an organised mess.

15) Negative thinking.

We think about the worst possible outcome that has 0.0001% chance of actually happening. Honestly? This helps me not to get disappointed and..don’t deny it, it could truly happen.

16) Extreme moodiness.

We can go from acting like a boos to hate ourselves in 10 seconds. No way.

Watch me dancing on Marina and the diamonds thinking to be a star and then laying in my bed thinking about how ugly I am.

17)We feel like no one gets our real personality.

18) We hold grudges.

19) We get lost in possibilities.

20) Asocial.

We come off as too cold to strangers and we often get defined as “asocial”.

21) We can be highly avoidant.

22) We are attracted to sad, dark things (remember that melancholic song, eh??)

23) Spacing out.

When during a test, you just travel to another dimension.

24) Ranting.

We rant a way too much, we neve shut up.

25)Self-blame.

We think we don’t do enough. How many times I blamed myself for things I couldn’t change…

26) Sarcasm.

We use sarcasm for everything, even just to protect ourselves. We come across as extremely unfriendly and rude just to look stronger. Sometimes it’s just a part of us, nothing more (Like Holden Caulfield or Jughead Jones).

27) Small talk.

My social skills are embarrassing, I don’t even know what to say.

If you have other problems, feel free to talk about it in the comments section!

-Stefania

Palmira

Palmira, nota ai giorni nostri come Tadmor, trova in una oasi a 240 km a nord-est di Damasco e 200 km a sud-ovest della città di Deir-ez-Zor, che si trova sul fiume Eufrate. È particolarmente nota per essere stata la capitale del Regno indipendente di Palmira, sotto il governo della regina Zenobia.

È stato per lungo tempo un vitale centro carovaniero, tanto da essere soprannominata la Sposa del deserto, per i viaggiatori ed i mercanti che attraversavano il deserto siriaco per collegare l’Occidente. Ebbe un notevole sviluppo tra il I e il II secolo d.C.

Il nome Tadmor è la traduzione letterale della parola greca Palmyra (“palma”).

La città, nota col nome di Tadmor nel II millennio a.C, è menzionata per la prima volta in documenti provenienti dagli archivi assiri di Kanech, in Cappadocia, nel XIX secolo a.C. Vien citata anche nella Bibbia come una città del deserto fortificata da Salomone.

Quando i Seleucidi presero il controllo della Siria nel 323 a.C. la città venne abbandonata a se stessa. Fiorì come città carovaniera nel I secolo a.C., sviluppando un dialetto proprio e un proprio alfabeto.

Dopo esser stata annessa alla provincia romana di Siria, nel 19 d.C., sotto il regno di Tiberio divenne una città prospera e venne costruito il tempio di Baal. Fu anche descritta da Plinio il Vecchio, nel suo Naturalis Historia, come una città ricca e di rilievo per la posizione strategica che ricopriva. Essa era infatti era importante per i commerci tra Persia, India, Cina e l’Impero Romano.

Nel 129 Adriano visitò Palmira e la proclamò città libera, dandole il nome di Palmira Hadriana.

La presenza di un grande numero di Palmireni che prestano servizio militare nelle truppe romane di stanza nelle varie province dell’Impero e la vivace attività dei suoi mercanti, che aprono stazioni commerciali a Roma, facilitano la diffusione della cultura artistica di Palmira nel mondo romano, influenzandone inevitabilmente le arti.

La città fa da cerniera tra il mondo ellenistico romano e l’Impero partico, e contribuisce di conseguenza a diffondere verso occidente la cultura figurativa dei parti. Si ottiene in tal modo non soltanto uno scambio fra le due esperienza artistiche, ma anche una rielaborazione locale di tematiche e forme espressive. Perdute le statue onorarie, le testimonianze più significative della scultura sono rappresentante fai numerosi pregevoli altorilievi di carattere funerario, destinati a essere collocati lungo le pareti delle tombe a camera. I defunti vi sono raffigurati a mezzo busto o eretti. Con grande frequenza, sullo sfondo, compare qualche elemento che riassume la vita del defunto. Le vesti e le calzature dono di tipo barbarico e hanno bordi fittamente ricamati con elementi vegetali, mentre u monili sono sfarzosi e di chiara derivazione. I defunti sono raffigurati entro medaglioni retti da Vittorie alate poggiati su globi, oppure in piedi fra tralci di vite.

Zenobia

Regina di Palmira (sec. 3º d. C.), seconda moglie di Odenato, alla morte del marito (266-67) tenne il potere in nome del figlio Vaballato, seguendo una politica ostile all’Impero romano e favorevole ai Persiani. Estese il suo dominio prima sulla Siria e sui paesi limitrofi, poi sull’Egitto, del quale s’impossessò il generale Zabda, e quindi allargò la sua conquista all’Asia Minore, senza riuscire peraltro a impadronirsi della Bitinia. Strinse in seguito una convenzione con l’imperatore che le lasciava i territori conquistati e conferiva a Vaballato i titoli già di suo padre Odenato.

Poiché Zenobia mirava alla creazione di uno stato indipendente da Roma, batté moneta propria, e suo figlio assunse i titoli di Imperator Caesar Augustus. Ma Aureliano riprese l’Egitto, ricuperò l’Asia Minore fino al Tauro, batté sull’Oronte l’esercito palmireno guidato da Zabda e occupò Antiochia. Battuti definitivamente i Palmireni presso Emesa, Zenobia fuggì prima a Palmira e poi tentò di recarsi presso i Persiani. Fu però arrestata, condotta a Roma e fatta sfilare nel trionfo di Aureliano. Passò gli ultimi anni relegata in una villa presso Tivoli. Da allora Palmira decadde rapidamente. Fu parzialmente ricostruita sotto Diocleziano, e nel 528 Giustiniano ripristinò le mura della città. Nel 638 fu conquistata dagli Arabi e circa un secolo dopo, nella lotta civile per il califfato, fu rasa al suolo per ordine dell’ultimo sovrano omayyade.

Venne scoperta solamente nel 1751 da una comitiva di disegnatori. Solo nel XIX vennero effettuati i primi studi storico-scientifici.

Fonti: Wikipedia ed Enciclopedia Treccani.

-Stefania