Aranceto

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Cold.

Cold dead bones

In a cold dead bed

With a cold dead sheet

And boney cold flowers

Hideous freezing memories

Rising from the dead

Gravestones whistling loudly

People praying silently

Mourning words of peace

Finding madness instead

-Stefania

Crimine!Crimine! La libertà!

“Infimi sciacalli, pennivendoli!”

 

Non si fa altro che sentire di complotti, diffamazioni e nell’Italia del 2018 non vi è altro che una manciata di fake news e post su Facebook. Un vero e proprio attacco all’editoria, alla vera ragione per cui, ogni giorno, si cerca di diffondere la verità, la stessa  che la Costituzione protegge.

La libera informazione è minacciata dal terrore, dalla politica e dagli stessi giornalisti corrotti che, tradendo la loro vera natura, vengono pagati dai partiti per alimentare l’odio incontrollato.

Tra i migranti che desiderano l’abbonamento a Sky, tra i sopravvissuti mandati dalle ONG solo per rovinare il Paese, non vi è più spazio per il genuino ruolo che le parole occupano, ovvero quello di diffondere il vero. La sacrosanta verità, quella che dovrebbe essere presente in ogni trafiletto, ora è schiacciata dalla vergogna, dalla paura e dagli stessi sentimenti che nemmeno l’uomo concepisce ma che lo ha portato inevitabilmente a commettere atti simili, ad agire come un sofista cercando di portare avanti una campagna politica senza fine. I sofismi e le urla concitate, insomma, hanno coinvolto qualsiasi settore dell’informazione e l’epidemia si diffonde senza fine e, anziché essere fermata, viene alimentata per scopi futuri. Si ha a cura l’interesse personale più che quello delle menti, delle voci, del popolo e questa strada, ormai sovraffollata, conduce al buco nero dell’ignoranza. Chi vuole leggere solo che i vaccini causano l’autismo? Che danneggiano i bambini e sono stati creati dalle case farmaceutiche solo per ottenere qualche banconota in più? Che l’Europa ci è avversa e che le banche mirano solo al collasso economico? Chi vuole leggere solo di trame campate per aria?  Chi di attrici? Chi di scollature e gonne troppo corte? Delle mogli e dei loro affari domestici?

La libertà di condividere, di commentare, di pensare diversamente è un nostro diritto fondamentale e non può essere cancellato dalla carta dei diritti per dei motivi futili. Ognuno di noi deve avere l’opportunità di prendere un giornale tra le mani- o anche uno smartphone- e di avere davanti un panorama ampio e onesto del mondo che lo circonda. Dobbiamo sapere, dobbiamo conoscere i dati, le statistiche attendibili e non le pagine sterili di giornali vuoti o politici, pieni di insulti e rancore. Dobbiamo essere aperti al mondo, al conoscere il diverso, l’economia, la cultura, a nessuno serve la rassegnazione, la misoginia, l’ignoranza, la stoltezza per guidare un paese, dei cittadini non abituati all’attività più naturale: il pensiero. Non possiamo vivere in un mondo alterato, incapaci di distinguere la realtà dalla fantasia. La libertà, la verità devono essere preservate in tutti i modi possibili e spetta a noi, anche con i più piccoli contributi, supportare le testate editoriali e cercare di combattere la disinformazione nei modi migliori.

Articolo pubblicato su Newsicilia.

Mi farebbe piacere se votaste, è per un concorso!

Grazie mille 🙂

-Stefania

 

 

 

Libri consigliati: nuove letture che potrebbero farti innamorare

Ho amato ciascuno di questi libri e mi sono sentita in dovere di condividerli con voi!

Iniziamo con..

La grande storia del tempo, Stephen Hawking

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“Che cosa sappiamo realmente dell’universo? Qual è la sua natura? Da dove è venuto e dove sta andando? Le nostre conoscenze sono fondate? E su cosa si basano? Stephen Hawking torna a occuparsi dei misteri de cosmo, e lo fa senza rinunciare al suo stile diretto e comunicativo. Aggiornandoci sulle recenti scoperte sia sul piano teorico che su quello delle osservazioni empiriche, Hawking descrive gli ultimi progressi compiuti nella ricerca di una teoria unificata di tutte le forze della fisica: la teoria delle ”superstringhe”  e le ”dualità” tra modelli apparentemente diversi; i tunnel spazio temporali e l’affascinante questione dei viaggi nel tempo.”

 

 Cose di Cosa nostra, Giovanni Falcone698e695a-9c93-4dd0-a863-390a4465ecdf

 

Giovanni Falcone racconta la società siciliana e ne esalta tutte le caratteristiche che rimangono celate agli occhi dei siciliani stessi. Ne evidenzia il silenzio, la collaborazione, l’idea dell’onore  e tratta di tutti i casi che ha analizzato nella sua carriera, collaborando con i cosiddetti  ”pentiti” e venendo per primo a contatto con i loschi traffici mafiosi.

Ve lo consiglio, soprattutto se siete degli appassionati di storia o volete sapere di più sui meccanismi nascosti della mafia.

 

Antigone, Edipo Re ed Edipo a Colono, Sofocle

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Per gli appassionati di lettura greca, consiglio le tragedie di Sofocle, ricche di emozioni e di colpi di scena.

Composte nella seconda metà del V secolo a.C., le tragedie del ciclo di Edipo mettono in scena una delle più dolenti rappresentazioni del destino umano. Edipo è il simbolo universale dell’eterno dissidio e necessità, della colpa e del fato. È riuscito a conquistare il potere grazie alla sua intelligenza ma, per volere degli Dei, lo perde a causa di una grande scoperta, che gli arrecherà un grande dolore e lo costringerà ad allontanarsi da tutto e da tutti.

“Non dire felice uomo mortale, prima che abbia varcato il termine della vita senza aver patito dolore.”

 

Quiet, Susan Cain

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“Il mondo è pieno di introversi: li vediamo, anche se non li sentiamo. A volte ci disturbano, con la loro reticenza. Altre volte ci affaticano, perché cedono sempre il passo a noi. Altre volte ancora li apprezziamo, perché sembrano innocui. Sono almeno un terzo delle persone che conosciamo: sono quelli che preferiscono ascoltare, invece che parlare; che preferiscono leggere invece che fare vita sociale; quelli che creano e inventano, ma che non ostentano la loro opinione. A molti di loro dobbiamo alcuni dei più grandi progressi dell’umanità: dalla teoria della gravità all’invenzione del computer, da Harry Potter a Google. Ma come trovano spazio gli introversi in una società che sembra solo premiare le personalità estroverse, competitive ed egocentriche? Susan Cain accende un riflettore sugli introversi che sono fra di noi, spiegandone la forza e il ruolo nella nostra società.”

 

Buona lettura!

-Stefania

Piero della Francesca e Antonello Da Messina

Piero della Francesca occupa una posizione centrale nell’arte del Quattrocento italiano ed europeo: esponente della seconda generazione di pittori umanisti, realizza pienamente l’accordo tra arte e geometria, tra applicazione calcolata delle regole prospettiche ed espressione poetica. La formazione di Piero si svolge  a Firenze, ma tutta la sua attività successiva ha luogo in ”provincia” (Sansepolcro, Arezzo, Rimini, Ferrara,  Urbino, Perugia), offrendo così un contributo fondamentale per la diffusione dell’arte umanistica in diversi centri italiani. Piero risiede preferibilmente nella cittadina natale, collocata lungo la strada che collega la Toscana Orientale, l’Umbria e Urbino. Durante gli anni ’40 egli alterna periodi di lavoro a Sansepolcro con soggiorni in altre città, fra cui Roma: a Ferrara entra in contatto con Leon Battista Alberti e, forse, con Rogier van der Weyden. A partire dal 1452 è impegnato nell’impresa più importante della sua carriera: le Storie della Vera Croce ad Arezzo, , una delle opere fondamentali del Rinascimento europeo, specialmente per la varietà delle situazioni narrative, la monumentalità delle figure, il calcolo ineccepibile degli spazi e l’intensità delle espressioni.

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Il tono sacrale della rappresentazione non investe solo la solenne gravità dei gesti dei personaggi, ma la natura stessa, lo spazio entro cui si muovono le figure: uomini e natura appaiono ricreati in assoluto accordo proporzionale, secondo le leggi armoniche e razionali che riflettono l’originaria perfezione di tutto il creato. Durante gli anni ’60 Piero è attivo soprattutto a Urbino, presso la corte del duca Federico de Montefeltro.

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Ritratto di Guidobaldo da Montefeltro

Il periodo urbinate, oltre che da alcuni memorabili capolavori, è contrassegnato da fitti incontri  con artisti internazionali e dalla stesura di trattati di geometria, prospettiva e algebra. Dalla fine degli anni ’70 Piero deve smettere di dipingere, a causa della perdita della vista. Rientrato a San Sepolcro, si dedica al completamento dei trattati. L’artista che simboleggia il mondo intellettuale del Quattrocento muore il giorno della scoperta dell’America,  il 12 ottobre 1492.

 

Antonello da Messina

Antonello da Messina fu l’anello di congiunzione tra Fiandre e Italia, l’artista fondamentale per comprendere le ”rotte mediterranee” che si intrecciano nella prima pittura internazionale a metà del Quattrocento.

La sua formazione si svolge nell’ambiente napoletano intorno al 1450, alla scuola del maestro Colantonio e, soprattutto, in contatto con le collezioni regali di arte fiamminga e provenzale: fin dalle prime opere Antonello mostra le capacità di combinare in modo innovativo l’attenzione ai minimi dettagli naturalistici con un ampio respiro spaziale. Alternando ripetuti viaggi con soggiorni e opere, in Sicilia conosce una rapida e autonoma evoluzione che si esprime attraverso nuove versioni del tema della Crocifissione e una serie di ritratti virili, tutti di personaggi rimasti senza nome e anche per questo avvolti in un affascinante mistero. Dopo aver risalito l’Italia, Antonello raggiunge l’apice della carriera con il soggiorno a Venezia, tra il 1474 e il 1476.         Muore a Messina nel 1479.

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Ritratto d’uomo, National Gallery, Londra.

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L’annunciata

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Madonna col bambino, 1475

-Stefania

Leonardo Da Vinci

Leonardo da Vinci was an Italian painter, draftsman, sculptor, architect, and engineer.

Leonardo’s parents were unmarried at the time of his birth. His father, Ser Piero, was a Florentine notary and landlord, and his mother, Caterina, was a young peasant woman who shortly thereafter married an artisan. Leonardo grew up on his father’s family’s estate, where he was treated as a “legitimate” son and received the usual elementary education of that day: reading, writing, and arithmetic. Leonardo did not seriously study Latin, the key language of traditional learning, until much later, when he acquired a working knowledge of it on his own. Leonardo’s artistic inclinations must have appeared early. When he was about 15, his father, who enjoyed a high reputation in the Florence community, apprenticed him to artist Andrea del Verrocchio. In Verrocchio’s renowned workshop Leonardo received a multifaceted training that included painting and sculpture as well as the technical-mechanical arts.download

(1482-99)

Leonardo spent 17 years in Milan, until Ludovico’s fall from power in 1499. He was listed in the register of the royal household as pictor et ingeniarius ducalis (“painter and engineer of the duke”). Leonardo’s gracious but reserved personality and elegant bearing were well-received in court circles. Highly esteemed, he was constantly kept busy as a painter and sculptor and as a designer of court festivals. He was also frequently consulted as a technical adviser in the fields of architecture, fortifications, and military matters, and he served as a hydraulic and mechanical engineer.

From about 1483 to 1486, he worked on the altar painting The Virgin of the Rocks, a project that led to 10 years of litigation between the Confraternity of the Immaculate Conception, which commissioned it, and Leonardo; for uncertain purposes, this legal dispute led Leonardo to create another version of the work in about 1508.download (1).jpg

During this first Milanese period he also made one of his most famous works, the monumental wall painting Last Supper (1495–98) in the refectory of the monastery of Santa Maria delle Grazie.http_%2F%2Fi.huffpost.com%2Fgen%2F4477044%2Fimages%2Fn-CENACOLO-628x314.jpg

Also of note is the decorative ceiling painting (1498) he made for the Sala delle Asse in the Milan Castello Sforzesco.sforzesco-Edificio-ambienti-Sala-asse-6.2-2013.06-Ranzani-Lunetta.jpg

Leonardo devoted 12 years to create a monumental equestrian statue in bronze to be erected in honour of Francesco Sforza, the founder of the Sforza dynasty. But, because of the imminent danger of war, the metal, ready to be poured, was used to make cannons instead, causing the project to come to a halt. Ludovico’s fall in 1499 sealed the fate of this abortive undertaking, which was perhaps the grandest concept of a monument in the 15th century. The ensuing war left the clay model a heap of ruins.

Then he lived in Florence for  8 years (1500-1508). He started painting the Monna Lisa in 1503 and he had the oppportunity to study more about the human body.shoulderandneck1.jpg

 

He got back to Milan in 1508 and he lived there until 1513. During this second period in Milan, Leonardo created very little as a painter but Leonardo’s scientific activity flourished during this period. His studies in anatomy achieved a new dimension in his collaboration with Marcantonio della Torre, a famous anatomist from Pavia. Leonardo outlined a plan for an overall work that would include not only exact, detailed reproductions of the human body and its organs but would also include comparative anatomy and the whole field of physiology. He even planned to finish his anatomical manuscript in the winter of 1510–11.

card.jpgBeyond that, his manuscripts are replete with mathematical, optical, mechanical, geological, and botanical studies. These investigations became increasingly driven by a central idea: the conviction that force and motion as basic mechanical functions produce all outward forms in organic and inorganic nature and give them their shape. Furthermore, he believed that these functioning forces operate in accordance with orderly, harmonious laws.em

From 1513 to 1519 he lived in Rome where he lived with Giuliano de’ Medici. He left Italy in 1516 and  died at Cloux and was buried in the palace church of Saint-Florentin. The church was devastated during the French Revolution and completely torn down at the beginning of the 19th century; his grave can no longer be located.

Source

Curioisities about Leonardo Da Vinci:

  • he was ambidextrous and paranoid;
  • he was charged with the crime of sodomy;
  • he used to write in reverse;
  • he never finished Monna Lisa;
  • apparently, he was a vegetarian;
  • he had no relationships with women, never married and had no children. Indeed, he wrote in his notebooks that male-female intercourse disgusted him;
  • he was the first to explain why the sky is blue.

-Stefania

L’Europa Centro-Orientale nel basso Medioevo

L’epica cortese.

La fioritura dell’epica cortese è opera di tre maestri: Hartmann von Aue, Wolfram von Eschenbach e Gotfried Von Strassburg. Il primo scrisse l’Erec e l’Iwein, tradotti e rielaborati dagli omonimi testi di Chrétien de Troyes. Egli compone inoltre due poemi di tipo religioso: il Gregorius e L’infelice Enrico. Eschenbach, poeta alla corte di Iangravio Ermanno di Turingia,  completa nel 1210 un vasto e complesso poema di circa 25.000 versi, il Parzival. La fonte è Il conte di Graal di Chrétien de Troyes, ma la materia è profondamente rielaborata e vi si affrontano i temi della colpevolezza dell’uomo e dell’incociliabile contrasto tra la grazia divina e il libero arbitrio. La fiaba del giovane inesperto, che non conosce la paura, si intreccia coni il mito del Graal, simbolo della grazia divina che tocca a chi raggiunge il luogo dove si trova il sacro Graal. Gotfried Von Strassburg  rielaborò il Tristano, la più esemplare storia d’amore e di morte della letteratura cortese. 20abacd548bd6e773d0f1c4064f6f0ee.jpg

La saga dei Nibelunghi.

Contemporaneamente ai poemi cavallereschi dei tre grandi poeti, nel 1200 vengono composti i 39 canti del Nibelungelied. L’anonimo autore proietta la raffinatezza delle corti del suo tempo nel lontano passato, alla corte di Attila, dove si svolge la vicenda selvaggia che riflette i tempi feroci delle grandi nazioni barbariche. I primi 19 canti sono incentrati sulla figura di Sigfrido, l’eroe che ha conquistato il tesoro dei Nibelunghi e ucciso il drago che lo custodiva. Bagnandosi nel sangue del drago, egli si rende invulnerabile il tutto il corpo, tranne che nelle scapole dove si è posata una foglia di tiglio. Sigfrido giunge alla regia di Worms sul Reno e s’innamora di Crimilde, la sorella del re Gunther. In cambio della figlia, lui deve conquistare per il re la regina d’Islanda e ci riesce con successo. Alla fine, Sigfridio viene ucciso perché la regina scopre l’inganno. La seconda parte, circa 20 canti, è incentrata sulla vendetta di Crimilde.                                                                                   La ferocia e la crudeltà che permeano la saga, i temi dominanti del destino ineludibile e del dovere della vendetta non rimandano all’epica cortese ma all’Edda germanica.

I Minnesänger.

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Continua in Germania per tutto il XII secolo e la prima metà e il XIV la produzione lirica del Minnesänger, i compositori della lirica d’amore ispirata all’esempio dell’arte trobadorica provenzale. La poesia fiorisce specialmente nelle corti di Vienna e di Praga, che garantiscono un clima più sereno, e nella Renania. Nella composizione di Lieder e Leiche si notano talvolta accenti popolareschi e rusticani, di aperta parodia  della tradizionale lirica amorosa, come nell’opera di Tannhauser. L’ultima voce del Minnesang zurighese è J. Hadlaub, che si misura con i diversi stili espressi nel tempo dai Minnesänger. A Zurigo è compilata la maggior raccolta di Minnelieder, comprendente liriche di 140 autori. Vengono scritti anche i Carmina amatoria, potatoria e lusoria (Carmina burana) che suscitano interesse solo per il tono spesso irriverente, ma anche perché costituiscono un importante documento del passaggio dalla metrica quantitativa del latino a quella dei volgari.                                                                                       Una particolare attenzione merita il poema Meier Helmbretcht, composto da W. de Gartenaere, documento incisivo e rivelatore della mentalità del tempo. E’ la storia di un giovane contadino che rifiuta la sua condizione sociale e si pone al servizio di un cavaliere predone, saccheggiando e uccidendo nella sua stessa terra. Accecato e mutilato, tenta di farsi riaccogliere dalla famiglia paterna, ma ne è respinto e finisce impiccato dai contadini che incontra e che lo riconoscono come responsabili dei misfatti del passato. Dopo l’età della cultura cavalleresca si apre un vuoto letterario che dura circa 3 secoli, fino alle soglie dell’età barocca, interrotto da produzioni limitate e senza sviluppo. La ragione sta forse nella povertà di istruzione e nella diffusa miseria.

-Stefania