L’effetto narcisista

[Parte 1] [Parte 2]

Forse c’è una speranza. Forse, dopotutto il veleno può essere espulso. Realizzi, hai coscienza e scappi via, sorda alle sue minacce, alle sue preghiere, ai suoi tentativi subdoli. Cosa ti ha detto?  Ha elencato tutto il bene che ha compiuto per non farti scappare? È stato zitto? Alla fine ti ha dato il via libera?

Non importa, ormai sei libera. Puoi iniziare una vita nuova, una vita diversa.

Puoi ricominciare con la tua vita, puoi contattare le tue amiche, magari conoscere persone nuove. Insomma, vuoi risollevare la tua vita dal baratro in cui è caduta tanto tempo.  Ci riesci, dopotutto. Hai ritrovato le tue amiche, un bel lavoro, tutto splende come un diamante al sole e niente ti può fermare. Il veleno ancora è lì ma è una dose sopportabile: diminuisce ogni giorno di più e ti senti invasa da un calore che non ricordavi da tempo, sei come un fiore che comincia a sbocciare in primavera, anche se con qualche difficoltà. Per esempio, non riesci a scordarlo e provi un’indicibile nostalgia, una malinconia malsana, consapevole del dolore. Hai notato che ti sei affezionata, a quel dolore ma scuoti la testa e chiudi gli occhi: non ha più valore, se n’è andato.

Se n’è andato…se n’è andato… lo ripeti ogni giorno a te stessa ma sai che non è così, sai che è sempre intorno, anche quando sei sola.

“Non essere paranoica!” dici a te stessa ma, nel tuo pensiero ossessivo, senti che in fondo sei come lui, ti senti come lui e provi una grande colpa perché magari hai fatto lo sbaglio più grande della tua vita.

Non importa, non importa.

Vai avanti, esci, passa qualche mese fino a quando te lo trovi sul serio vicino, nel tuo stesso ufficio. Non sai come ma è riuscito a entrarci, a entrare nella tua vita di nuovo ma sai che è lì e potrebbe farti del male di nuovo. Chiedi consiglio alle colleghe strette e ti dicono che, forse, sarebbe meglio ritornare amici e cercare di mantenere la calma. Loro non sanno tutto però e chiedere si rivela inutile. Vivi come se non fosse niente, come se lui non fosse vicino a te. Parlate solo per questioni lavorative e nient’altro, anche se noti alcuni comportamenti sospetti ma lasci perdere, sarai solo paranoica. Senti le tue amiche parlare di lui e ti dicono di uscire tutti insieme per divertirci e stringere amicizia. Non vuoi ma ti rimbeccano e alla fine decidi di andare, non puoi essere così melodrammatica.

Le uscite si ripetono, anche se stai in silenzio ma nessuno lo nota: sono tutti impegnati a pendere dalle sue labbra, ad ascoltare le sue imprese che tu sai esser false. Non abbocchi, a lui da’ fastidio ma ha l’amore altrui, può sopravvivere un po’. Noti come sono così uniti e sai che c’è qualcosa sotto, continui però ad essere quella paranoica, anche quando spieghi loro tutto per metterli in guardia. Nessuno ti ascolta, pensi sul serio che magari sei troppo dura e che devi smetterla ma hai sempre più prove davanti, è come se te le stesse servendo su un piatto d’oro. Cominci a sentirti in pericolo. Cosa potrebbe fare di nuovo? Cosa potrebbe dire? Sai cosa vuole fare, lo sai bene, ma continui a interrogarti senza sosta. Intanto le tue amiche diventano sempre più distanti, sempre più lontane e alcune smettono di parlare con te e passano dal suo lato. Non capisci perché, cerchi il dialogo ma sai che non è possibile. Passa del tempo e le hai perse quasi tutte, eccetto la tua migliore amica, che non vuole mai abbandonarti. Ti chiedi perché, sai, vorresti parlare con loro e dirgli con chi hanno a che fare ma sai che riferiranno tutto a lui quindi non fa molta differenza. Ha deciso di isolarti, ha deciso di darti una ragione per tornare strisciando da lui ma non demordi, non vuoi ritornare in quell’ inferno. Vede che sei impassibile e cerca di peggiorare la situazione, non funziona, perché sei più forte di lui, ma non se ne convince, continua imperterrito, perseguendo il suo obiettivo principale: la vendetta. Nessuno lo offende, nessuno li critica, nessuno lo butta giù, in quanto si sente superiore nella sua vuotezza, dominante su  un impero di foglie morte. Continua, continua, indisturbato nel mondo di bugie che si è creato attorno e la gente gli crede, senza pensarci due volte, senza neanche chiedersi se quello che dice ha un fondo di verità. Cominciano a coalizzarsi tutti insieme, nella loro cattiveria passata per amore fraterno, facendosi abbindolare dalle bugie maledette di un estraneo, che loro reputano amico perché non sa far altro che parlare dei suoi problemi con chiunque, urlandoli al miglior offerente, in modo da creare un amore perpetuo e indissolubile, ovviamente non ricambiato. Cosa fare? Ormai il suo potere decisionale ha preso piede e cominciano, tutti insieme, a parlare, a parlare, non c’è modo di fermarli. Resistere? Fare il loro stesso gioco?

Poi pensi che, in fondo,  ne vale la pena? Ha senso, dargli retta? Non gli dai alcun potere, se continui a vivere, andando avanti, senza dargli alcuna opportunità di distruggerti. Crede di aver vinto ma in realtà hai vinto tu, perché stai andando avanti e hai imparato che la gente discute, si coalizza ma è una partita persa in partenza e loro sono i primi a “pagarne” le conseguenze. Sono loro i primi a vivere nella menzogna mentre tu vivi nella verità, nella realtà dei  fatti e nessuna sua azione negativa può più scalfirti. Non ha più potere di distruggere quella piccola fiamma di vita ancora rimasta accesa ed è così che, ancora una volta, lo hai battuto in un gioco più grande di lui.

-Stefania

 

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