I celti: la religione

Non si hanno molte fonti scritte sul popolo celtico poiché la maggior parte dei racconti veniva tramandata oralmente dai Druidi. La scrittura veniva raramente usata per le dediche alle divinità o per le iscrizioni funebri. Cesare nei ”Commentarii de Bello Gallico” ci parla della società celtica e delle guerre (58-57 a.C). Nel sesto libro ci descrive come vivevano e la loro religione.  Qui trascriverò alcune parti dell’opera a proposito della religione:

14.”Druides a bello abesse consuerunt neque tributa una cum reliquis pendunt. Militiae vacationem omniumque rerum habent immunitatem. Tantis excitati paremiis at sua sponte multi in disciplinam conveniunt et a prentibus propinquisque mittuntur. Magnum  ibi numerum versuum ediscere dicuntur. Itaque annos nonnulli vicenos in disciplina permanent. Neque fas esse existimant ea litteris mandare, cum in reliquis fare rebus, publicis privatisque rationibus, Graecis utantur litteris. Id mihi duabus de causis instituisse videntur, quod neque in vulgum disciplinam efferri velint neque eos, qui discunt, litteris confisos minus memoriae studere, quod fere plerisque accidit ut praesidio litterarum diligentiam in perdiscendo ac memoriam remittant. In primis hoc volunt persuadere non inerire animas, sed ab aliis post mortem transire ad alios, atque hoc maxime ad virtutrm excitari putant metu mortis neglecto. Multa pareterea de sideribus atque eorum motu, de mundi ac terrarum magnitudine, de rerum natura, de deorum immortalium vi ac potestate disputant et iuventuti tradunt.”

”I druidi normalmente non partecipano alle guerre né pagano tributi alla stregua degli altri. Sono esentati dal servizio militare e godono dell’immunità in ogni campo. Incitati da tanti privilegi, molti accorrono spontaneamente a farsi istruire, altri sono mandati dai genitori o dai parenti. Lì si dice che che  imparino un grande numero di versi, e perciò c’è chi rimane alla scuola anche per vent’anni. Non è ritenuto lecito affidare alla scrittura questi versi, mentre per tutto il resto, sia materia pubblica o privata, usano di solito l’alfabeto greco. Questa regola mi sembra sia derivata da due motivi: dal desiderio di non divulgare i loro insegnamenti, e perché gli apprendisti non trascurino la memoria fidando sull’uso delle lettere, il che capita quasi sempre ai più: col sostegno della scrittura si allenta l’applicazione nello studio e nell’esercizio mnemonico. In primo luogo  essi cercano di creare questa  convinzione, che le anime non periscono ma dopo la morte passano dall’uno all’altro; secondo loro questo è un grandissimo incitamento al valore, poiché elimina la paura di morire. Molto, inoltre,  discutono fra loro sugli astri e sui loro movimenti, sulla grandezza dell’universo e della terra, sulla natura delle cose, sulla forza e sulla potenza degli Dei immortali, e trasmettono tutte queste nozioni alla gioventù”

I druidi vestivano probabilmente di bianco durante alcune cerimonie sacre e che avevano un ”panceltico” in cui si riunivano periodicamente. Un esempio è quello della Collina di Tara in Irlanda. Essi potevano anche essere dei guaritori e molto spesso usavano le erbe per guarire i mali della popolazione. Per esempio, usufruivano della felce, della salvia per la cura della pelle, la salvia per i morsi dei serpenti, la verbena per le ferite e la rugiada del mare per la febbre e il raffreddamento.

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16.”Natio est omnis Gallorum admodum dedita religionibus, atque ob eam causam, qui sunt adfecti gravioribus morbis quique in proeliis periculisque versantur, aut pro victimis homines immolant aut se immolaturos vovent administrisque ad ea sacrificia druidibus utuntur, quod, pro vita hominis nisi hominis vita reddatur, non posse deorum immortalium numen placari arbitrantur, publiceque eiusdem generis habent instituta sacrificia. Alii immani magnitudine simulacra habent, quorum contexta viminibus membra vivis hominibus complent; quibus succensis circumventi flamma exanimantur homines. Supplicia eorum qui in furto aut in latrocinio aut aliqua noxia sint comprehensi gratiora dis immortalibus esse arbitrantur; sed, cum eius generis copia defecit, etiam ad innocentium supplicia descendunt.”

Tutta la nazione dei Galli è molto dedita alle pratiche religiose e per tale motivo, quelli che sono affetti da malattie piuttosto gravi e quelli che si trovano nei combattimenti e nei pericoli o sacrificano persone come vittime o promettono di sacrificarne, e per tali sacrifici si servono dei druidi come ministri, perché pensano che la volontà degli dei immortali non possa essere placata altrimenti se per la vita di un uomo non è ripagata dalla vita di un ( altro ) uomo, e a spese pubbliche hanno stabilito sacrifici di tal genere. Altri hanno statue di enorme grandezza, le cui membra intessute di vimini riempiono di uomini vivi; ed essendo queste (statue) bruciate, gli uomini, circondati dalla fiamma, muoiono. Immolare qualcuno che fu arrestato nell’atto di compiere un furto o una rapina o qualche altro reato si considera più gradito agli Dei Immortali. Ma quando manca la disponibilità di tal genere, ricorrono anche a sacrifici di innocenti.

17.”Deum maxime Mercurium colunt. Huius sunt plurima simulacra: hunc omnium inventorem artium ferunt, hunc viarum atque itinerum ducem, hunc ad quaestus pecuniae mercaturasque habere vim maximam arbitrantur. Post hunc Apollinem et Martem et Iovem et Minervam. De his eandem fere, quam reliquae gentes, habent opinionem: Apollinem morbos depellere, Minervam operum atque artificiorum initia tradere, Iovem imperium caelestium tenere, Martem bella regere. Huic, cum proelio dimicare constituerunt, ea quae bello ceperint plerumque devovent: cum superaverunt, animalia capta immolant reliquasque res in unum locum conferunt. Multis in civitatibus harum rerum exstructos tumulos locis consecratis conspicari licet; neque saepe accidit, ut neglecta quispiam religione aut capta apud se occultare aut posita tollere auderet, gravissimumque ei rei supplicium cum cruciatu constitutum est.”

”Come dio adorano soprattutto Mercurio. Di costui ci sono moltissime immagini, questi lo dicono inventore di tutte le arti, questi guida delle vie e dei viaggi, credono che questi abbia una potenza grandissima per ricerche di denaro e per i commerci. Dopo questi Apollo, Marte, Giove, Minerva. Su di questi hanno quasi la stessa concezione che (hanno) gli altri popoli: (che) Apollo caccia le malattie, Minerva tramanda i principi delle attività e dei mestieri, Giove detiene il potere dei celesti, Marte governa le guerre. A questi, quando hanno deciso di scontrarsi in battaglia,dedicano per lo più le cose che hanno preso con la guerra; quando hanno vinto, sacrificano gli animali catturati e radunano le altre cose in un solo luogo: In molte nazioni è possibile vedere tumuli di queste cose innalzati in luoghi sacri; né capita spesso che qualcuno, trascurato lo scrupolo religioso, osi o nascondere presso di sé le cose prese o togliere quelle deposte, per questa cosa è stato stabilito il supplizio più grave con la tortura.

Nel prossimo articolo descriverò nel dettaglio la concezione della morte nel mondo dei Celti, i luoghi sacri e la simbologia.

uu

-Stefania

 

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