Il potere delle donne

Sono fiera di vivere in questo secolo, nonostante tutto. 

Molti si lamentano dell’inerzia della nostra società,  sul fatto che siamo schiavi dei telefoni e ci paragonano a degli zombie alla ricerca di cervelli freschi. Mi dispiace, però,  che abbiano questa concezione , a volte sbagliata, di noi e infatti ieri hanno ricevuto la dimostrazione del contrario. Il 21 Gennaio 2017  2.5 milioni di persone, tra uomini e donne, sono scese in piazza per lottare contro le ingiustizie che, ogni giorno e in ogni parte del mondo,  le donne (e non solo) subiscono. Sento questa fierezza perché, finalmente,  il genere umano si ribella e urla per affermare i diritti fondamentali ed é unito sotto un unico ideale, senza pregiudizi di alcun tipo. Ieri si  è fatta la storia e le donne,  che venivano considerate inerti e utili solo per dare al mondo dei figli e per lavare i piatti, hanno urlato e manifestato, facendo capire a quei uomini maschilisti e dalla mente chiusa, che il genere femminile è capace di guidare rivolte ed essere a capo di eserciti e nazioni. Noi donne siamo sempre state forti, fin dall’antichità abbiamo sopportato le angherie di certi uomini e ,in alcuni casi, abbiamo preso parte alle più grandi battaglie della storia. La nostra bellezza e la nostra forza hanno scatenato guerre (basta pensare a Elena di Troia), hanno scosso cielo e terra e hanno portato avanti il genere umano. Tra le tante e numerose donne valorose dell’antichità possiamo citare Artemisia I e Tomiride.

Artemisia interpretata da Eva Green nel film 300- L’alba di un impero.
Artemisia I fu il tiranno di Alicarnasso dopo la morte del marito e prese parte alla battaglia di Salamina (480 a.C) dalla parte dei Persiani. Serse, credendo che Artemisia avesse affondato una nave nemica al termine dello scontro, disse per lodarla:” Così le donne mi diventano uomini e gli uomini donne!” 
Tomiride, regina dei Massageti, visse nel VI sec. a.C.

Innanzitutto chi erano i Massageti?

I Massageti popolavano i territori a nord-est di un fiume che,  a detta dello storiografo Erodoto, si chiamava Arasse (odierni Turkmenistan e Uzbekistan). Appartenenti all’antico gruppo degli Sciiti, vennero definiti dallo storiografo come dei cannibali  che praticavano sacrifici umani abbastanza violenti. Nella loro società, le donne potevano distinguersi in cariche militari e politiche. Tra di loro vi era questa regina, una donna guerriera che si oppose a Ciro II e che aveva anticipato il femminismo contemporaneo, lottando per la sua libertà e il suo popolo.Straziata dal dolore per la morte del marito, si rifiutò di accettare la proposta di matrimonio del re Persiano. A causa di questo rifiuto, Ciro dichiarò guerra costruendo un ponte sull Arasse. Tomiride provò a farlo desistere e alla fine tutto finì con l’inganno da parte del re. Ciro mandò i comparti meno valorosi dell’esercito per allestire un banchetto a base di carne e vino e per farli combattere contro l’esercito nemico. I Massageti ,credendo di aver vinto  e non sapendo gli effetti del vino sul loro corpo (poiché consumavano di più la cannabis) , si ubriacarono e vennero  attaccati e sterminati. Tra di loro vi era Spargapise,  il figlio della regina. Ella decise di vendicarsi attaccando l’esercito nemico, uccidendo Ciro II e immergendo la sua testa in un vaso riempito col sangue. Il gesto è stato considerato l’espressione estrema di una donna disperata. 
Morale della favola?

Non sottovalutare il potere di una donna. 


-Stefania 

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